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Confederation of Italian Entrepreneurs Worldwide - North America

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Tuesday February 27, 2007

Italia-Canada: un interscambio commerciale tutto a favore del bel paese

DAL NORDAMERICA CRESCE LA RICHIESTA DI PRODOTTI NOSTRANI: AGROALIMENTARE E NUOVE TECNOLOGIE SU TUTTI. MA E' SCARSA L'ESPORTAZIONE CANADESE VERSO L'EUROPA. OTTAWA GUARDA SOLO AGLI USA. PERCHE QUESTA CECITA?

Cresce e si sviluppa sempre di più l'asse commerciale Italia-Canada. A confermarlo sono i dati che arrivano direttamente dall'ICE di Montreal, che si serve a sua volta delle informazioni recentissime sul commercio estero che arrivano dall'Ente Statistico Federale, lo Statistics Canada. Prima di tutto si registra un netto aumento da parte del Canada dell'interscambio commerciale con il mondo. Una crescita del 2.3 per cento per un totale di oltre 800 miliardi di dollari, ovvero 602 miliardi di euro. Ma nel contempo l'ICE fa osservare anche quella che può essere definita senza alcun dubbio una erosione del saldo della bilancia commerciale, in pratica questo significa che c'è un incremento, nel grande paese nordamericano, delle importazioni dall'estero, a scapito però delle esportazioni. Si spende tanto in entrata di prodotti, poco è quello che viene dato agli altri paesi. In pratica il Canada rappresenta uno dei maggiori paesi che si rifornisce di prodotti dall'estero, e nel nostro caso il made in Italy costituisce un vero e proprio boom per gli interessi del mondo commerciale canadese, ma dall'altra parte l'importazione non è proporzionata all'esportazione, per la quale si registra di recente un trend negativo di 28 miliardi di dollari, circa 20 miliardi di euro. Naturalmente i paesi che più degli altri sono privilegiati in questi interscambi sono la Cina e l'Italia anche se il primo paese, il primo partner commerciale del Canada resta quello storico, ovvero gli Stati Uniti, il cui asse di scambio con il governo di Ottawa si attesta sui 576 miliardi di dollari. Come dicevamo un discorso di primo piano, e lo dicono sempre le indagini fornite dall'ICE di Montreal, Istituto Commercio Estero, è riservato al rapporto Made in Italy-Canada. Non ci dimentichiamo che per non essendo ai livelli degli Usa, viaggiamo su cifre elevate anche noi per ciò che riguarda l'interscambio con il grande paese nordamericano, ovvero 6.8 miliardi di dollari. Non è poco. E il saldo della bilancia, viste le condizioni che abbiamo illustrato all'inizio, pende tutto a nostro favore. Perchè se l'interscambio è in parole povere inteso come un dare e ricevere, nel caso del Canada nei confronti dell'Italia le importazioni rappresentano ben il 72 per cento al confronto del "misero" 28 delle esportazioni. Abbigliamento, materie prime, e naturalmente agroalimentare su tutti. Ma anche tecnologie. Sembra strano ma è cosi. Bevande, macchinari, prodotti farmaceutici, oli leggeri. E poi naturalmente cibo, vino su tutti.

Ecci le cifre precise:
L'interscambio con l'Italia è pari a $ 6,8 miliardi (€ 4,9 miliardi, in aumento del 4,6%) di cui le importazioni rappresentano il 72% (in aumento del 7,2% rispetto all'anno precedente). Il saldo della bilancia commerciale, storicamente a nostro favore, ha sorpassato i $3 miliardi (€ 2,2 miliardi), in aumento del 13,7%. Il Canada ha importato dall'Italia per un valore di $ 4,9 miliardi (€ 3,5 miliardi). Tra i prodotti più importanti, oltre ai macchinari, figurano le bevande (+24%), i prodotti farmaceutici (+35%) e gli oli leggeri (+42%). In particolare, il Canada ha importato dall'Italia, nel 2006, vino per $ 271 milioni di dollari (€ 195 milioni, +23%), medicamenti contenenti vitamine e condizionati per la vendita al dettaglio ($ 208 milioni; € 150 milioni, +19%), rubinetteria e parti ($104 milioni; € 75 milioni), olio d'oliva ($113 milioni; € 81 milioni, +18%). In forte ribasso invece le importazioni di: sedute ($140 milioni; € 100 milioni, -28%), pelli e pellami ($70 milioni; € 50 milioni, -15%) e le calzature ($100 milioni; € 72 milioni, -9%). Verso l'Italia, il Canada ha esportato nel 2006 beni per un valore di $1,9 miliardi (€ 1,4 miliardi) in diminuzione dell' 1,8%. Tra i prodotti più importanti figurano la pasta per carta, gli aeromobili, i macchinari e i cereali.

Il vino resta sempre per Canada e Stati Uniti tra i primi posti nella classifica dei prodotti che il esportati dall'Italia in Nordamerica. E lo confermano i recentissimi dati della Coldiretti sul boom del 2006 da parte del "nettare di Bacco.

I vini siciliani, in particolare, si sono dimostrati altamente competitivi per il rapporto prezzo/qualità sui concorrenti australiani e californiani. Tuttavia, si stanno aprendo anche nicchie di mercato in settori non molto conosciuti, come quello dell'alta tecnologia. In particolare si può citare l'automotive, ma anche il farmaceutico. Il dato è rilevante non solo per quanto riguarda il commercio, ma anche per gli investimenti. Esiste un'azienda farmaceutica canadese che ha aperto due stabilimenti in Italia, uno in provincia di Frosinone e uno a Monza. Questo significa che l'Italia sta cambiando immagine e che viene apprezzata anche per la professionalità nel mondo della ricerca. E non è poco.

C'è preoccupazione per una bilancia commerciale che nel caso del nostro paese pende tutta nostro favore. In pratica sono davvero scarse le cifre dell'esportazione canadese nei confronti dell'italiano. E la colpa non sarebbe solo del nostro paese ma anche del Canada per il semplice motivo che se il Governo di Ottawa storicamente è sempre andato a mille nell'esportazione, nel caso del mercato italiano non viene prestata abbastanza attenzione privilegiando altri paesi. Perchè secondo Paina il Canada ha da sempre le risorse e anche l'Italia con maggiore attenzione da parte del Canada potrebbe essere portato a richiedere una importazione piu alta di prodotti. Non fa sorridere la chiusura del consolato canadese a Milano. Una sorta di cecità che andrebbe corretta perchè non esistono solo gli Stati Uniti come paese dove esportare. Bisogna guardare con rinnovata fiducia anche all'Europa e all'Italia.

ALFREDO IANNACCONE