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Tuesday April 3, 2007

Smaltimento dei rifiuti: l'Ontario guarda all'Italia

 

Toronto - Il premier dell'Ontario Dalton McGuinty ha chiesto alla Provincia di assumere un ruolo di avanguardia nelle iniziative per risolvere il problema dei rifiuti urbani e include l'uso dei termovalorizzatori nella lista delle possibili soluzioni. Il premier ha avanzato questa ipotesi nonostante le critiche di alcune organizzazioni di ambientalisti, che considerano tali tecnologie costose e pericolose. Al fine di facilitare l'impiego, almeno a livello sperimentale, di nuove tecnologie "Waste-to-Energy", dal rifiuto all'energia, il premier ha detto che il suo governo autorizzerà le municipalità ad accelerare i tempi di attuazione di progetti pilota che prevedono lo sviluppo di termovalorizzatori. Al momento attuale, infatti, c'è un lungo iter burocratico da seguire, per via delle norme ambientali imposte proprio dalla Provincia.

Parlando al Parlamento, McGuinty ha aggiunto che è necessario sperimentare qualsiasi tecnologia utile a risolvere le problematiche connesse alla gestione dei rifiuti e soprattutto non perdere la possibilità di creare nuovi posti di lavoro attraverso gli investimenti di aziende europee da Germania, Svezia, Italia e Austria. "Sperimentare queste nuove tecnologie -ha detto il premier- darebbe alle municipalità più opzioni per affrontare e risolvere il problema dei rifiuti solidi urbani e industriali". Il riciclaggio non sempre è possibile, e quindi solo in determinati casi si passerà agli inceneritori, ritenendo che questi producano energia elettrica pulita utile a soddisfare le necessità di tutti gli abitanti della zona. La riduzione dell'impiego di energia elettrica prodotta con le fonti tradizionali porta vantaggi all'economia, all'ecologia e determina un risparmio per gli abitanti della zona, che otterrebbero energia elettrica a prezzi ridotti.

Il premier ha condiviso le preoccupazioni degli ambientalisti, ma nello stesso tempo si è dichiarato favorevole "ad andare avanti con esperimenti limitati e con regole precise. In queste condizioni tutto sarebbe più semplice e sicuro". A questo proposito, ha fatto l'esempio di un progetto-pilota già esistente nella zona di Ottawa, dove dalla combustione dei rifiuti viene prodotto un gas usato poi per creare energia pulita: "Questo gas -ha detto il premier- è risultato più pulito del gas naturale, con ovvi vantaggi per l'ambiente. In particolare, sono state registrate minori emissioni inquinanti che provocano l'effetto serra e ritengo quindi necessario fare degli esperimenti simili in tutta la Provincia dell'Ontario". McGuinty non ha voluto parlare nel dettaglio delle emissioni che gli inceneritori generano, sottolineando più volte che "tutte le regole previste in materia di inquinamento dovranno essere rispettate".

"Il Canada ha sempre avuto problemi di inquinamento", afferma Leonardo Kosarew, presidente della CIIM Canada. "A parte le polemiche relative al Protocollo di Kyoto, che il governo non ha firmato ritenendo che le soluzioni vadano ricercate in altre direzioni, esiste una situazione di emergenza per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, specialmente nell'Ontario. La Provincia li ha sempre portati negli Stati Uniti, dove venivano interrati, ma nel settembre scorso Washington ha detto stop. La municipalità di Toronto si è attivata acquisendo una grossa area per costruire una discarica che garantirà lo smaltimento per i prossimi 20 anni. Ma questa è una soluzione temporanea. Ci sono in realtà problemi ambientali legati alla necessità di ridurre la massa dei rifiuti e sia la discarica sia l'inceneritore sono una falsa soluzione, perché si dovrebbe risolvere la questione a monte, con la raccolta differenziata ad esempio. Si sta iniziando giusto ora con la divisione dell'umido, che riduce la massa del 30-40%, ma in Canada manca una cultura del rispetto dell'ambiente e un'attenzione verso queste tematiche. Basti pensare che i sacchetti di plastica sono usati in maniera spropositata. Si calcola che, se si usasse la bioplastica solo per la produzione di sacchetti monouso, si ridurrebbe notevolmente l'emissione di inquinanti nell'aria. Quindi occorre operare in due direzioni: attraverso una maggiore sensibilità ambientale a monte e attraverso sistemi di smaltimento 'verde', o quello che qui chiamano 'going green'".

L'appello del premier canadese va letto dunque come un tentativo di porre l'attenzione sulla gravosa questione dello smaltimento dei rifiuti. Un gruppo di giornalisti canadesi, tra l'altro, si è recato recentemente in Italia per visitare alcuni impianti di termovalorizzazione della Lombardia. Non tutti a Toronto, infatti, sono d'accordo sulla costruzione della nuova discarica e vi sono ancora coloro che ritengono il ricorso ad un inceneritore la soluzione non solo migliore per l'ambiente, ma anche più economica. Per dare un contributo a questo dibattito, la Camera di Commercio italocanadese ha inviato alcuni giornalisti torontini (Sun, Corriere, Omni TV e Star) a visitare alcune aziende italiane che sono all'avanguardia nella gestione dei rifiuti solidi urbani ed industriali facendo ricorso agli inceneritori. Il gruppo dei giornalisti, guidati dal responsabile della Camera di Commercio di Toronto Corrado Paina, ha visitato la Rea di Dalmine, in provincia di Bergamo. Il concetto su cui si basa questo centro è la distruzione dell'immondizia attraverso forni che raggiungono i mille gradi di temperatura. Dalla distruzione delle immondizie viene prodotta energia elettrica che viene poi usata per il fabbisogno di 120.000 persone della zona di Bergamo.

"L'Italia è all'avanguardia nelle tecnologie verdi", continua Kosarew. "Gli inceneritori vanno bene, ma non ci si può fermare qui. Per esempio la plastica non può essere bruciata perché produce diossina e dunque non può essere smaltita. Nella produzione di bioplastica noi italiani abbiamo molto da insegnare ai canadesi, ma anche nelle altre tecnologie legate alle bioenergie. La CIIM peraltro organizzerà a fine settembre una conferenza a Toronto in cui inviteremo i politici canadesi e le aziende italiane del settore per mettere sul piatto soluzioni possibili per i problemi ambientali, nell'intento di spingere il Sistema Italia ovviamente".

Sebastiano Metelli, analista dell'Ufficio ICE di Toronto, spiega che "nessuna azienda italiana è ancora presente in Canada in questo settore, ma sicuramente il nostro Paese fa un uso importante dei termovalorizzatori, sia con impianti di municipalizzate, come nel caso di Milano e Brescia, sia con impianti di privati che funzionano per i Comuni e le Province, come nel caso di Bergamo. Oltre alla recente missione a Dalmine, in autunno ci sono state altre visite di operatori canadesi agli impianti di Roma, Bologna, Milano e Brescia. Quello di Brescia, controllato dalla utility ASM, è considerato tra i primi al mondo per la produzione elettrica, per le tecnologie impiegate per l'abbattimento delle emissioni ecc, nonché per il design".