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Confederation of Italian Entrepreneurs Worldwide - North America

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Tuesday July 31, 2007

interview to Tomaso Veneroso

Il Commercio estero secondo gli imprenditori italiani nel mondo

Roma - È atteso per domani, 17 luglio il rapporto ICE 2006-2007, principale strumento di informazione e di analisi sul posizionamento competitivo dell'Italia nel contesto globale. Il nuovo rapporto guiderà le prossime scelte italiane nel commercio internazionale, in quanto – come ha ribadito dal precedente rapporto – " il tema di come l'Italia si colloca nella nuova geografia economica merita grande attenzione poiché tale collocazione è lo specchio sia della capacità delle  imprese italiane di partecipare alla ristrutturazione mondiale della catena del valore, sia dell'attrattività del paese come luogo di destinazione di nuovi progetti economici. La necessità di essere parte attiva dei processi in atto è rafforzata dalla considerazione che essi non solo cambiano profondamente la distribuzione spaziale delle attività, ma sempre più comportano la diffusione e la frammentazione delle conoscenze sottostanti, con possibili spostamenti nei luoghi della loro generazione e accumulazione".
Dall'analisi condotta emergeva chiaro un bilancio positivo sull' andamento del commercio internazionale: risultati positivi nel settore delle esportazioni e degli investimenti diretti all'estero, settore di recente evoluzione che comprendono anche forme di investimento come acquisizioni, fusioni, gli ampliamenti di attività esistenti e gli investimenti greenfield.

Come infatti conferma Tomaso Veneroso , Presidente del CIIM (Comitato Imprenditori Italiani nel Mondo) , "un tempo era davvero difficile per un giovane imprenditore riuscire ad ottenere il suo successo aprendo un'impresa all'estero. Storicamente parlando l'Italia è un paese di esportatori. Oggi la situazione è cambiata:il ricorso all'outsorsing garantisce la possibilità di poter aprire un'impresa o un punto vendita anche se non si possiede un grande capitale iniziale. Il sostegno delle imprese di servizi oggi agevola di gran lunga gli investimenti diretti all'estero. E in più un sostegno finanziario viene fornito da comitati come il nostro, che sostengono l'imprenditore italiano che intende iniziare un'attività di impresa all'estero, permettendogli di godere di convezioni con strutture finanziare adeguate".

Secondo Tomaso Veneroso dunque " il commercio internazionale è decisamente in fase di crescita e la chiave del suo successo sta nel prodotto made in Italy, un prodotto di qualità, di nicchia, che, nonostante le difficoltà della diffusione della grande distribuzione di prodotti a qualità standard, non soffre molto la concorrenza. L'esclusività del prodotto italiano non è ravvisabile solo nei settori dell'abbigliamento, dell'alimentare, ma soprattutto nei settori ad alta tecnologia, nella meccanica di precisione: l'Italia esporta conoscenze.  Il made in Italy possiede però un potenziale in termini di esclusività e di qualità offerta che fa sì che le difficoltà non rallentano il continuo sviluppo dell'export italiano. Tuttavia deve sopportare una serie di svantaggi e di complicazioni dovute al rischio di cambio nei Paesi esclusi dal area euro-dollaro e al sistema logistico carente in alcuni punti: ritardi o rallentamenti comportano poi ripercussioni negative sull'intera catena distributiva e quindi sul prodotto".

Sempre più importanza è rivestita da soggetti privati, come broker e imprese di servizi, i quali colmano il vuoto istituzionale che crea non poche difficoltà agli imprenditori esteri. Come infatti spiega Tomaso Generoso "il sostegno che lo Stato Italiano offre alle imprese è davvero limitato, sia perché i problemi che un imprenditore italiano all'estero incontra non sono facilmente gestibili da figure pubbliche , sia perché negli enti non vi sono le figure tecniche e professionali in grado di poter affrontare difficoltà pratiche che giornaliermente l'imprenditore incontra. L'imprenditore ha bisogno di figure specializzate, che offrano soluzioni studiate per caso, per il settore, per il mercato". Una tesi questa avvalorata dalla testimonianza della Lombardia Export, azienda italiana operante nel settore dell'Internazionalizzaizone il cui obiettivo è appunto aiutare i loro clienti a sviluppare le vendite all'estero, secondo la quale "molti imprenditori scelgono di rivolgersi al privato perché questo è sinonimo di specializzazione e di competenza tecnica richiesta, quella competenza ed esperienza nella risoluzione di problemi pratici che difficilmente può essere ritrovata in un ente pubblico. Non si può pensare che esista una soluzione ottimale: la convenienza una strategia di export o di investimenti diretti varia da settore a settore".