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Friday August 24, 2007

Valanga di miliardi su Ottawa

Il mega surplus di Parliament Hill

Dopo il governo provinciale dell'Ontario, anche quello federale ha ieri annunciato che il surplus di bilancio per l'anno fiscale in corso sarà molto superiore a quello preventivato all'inizio dell'anno. Fonti ministeriali hanno rivisto in rialzo anche le previsioni per la crescita economica per l'anno 2007-2008.
Anche in questo caso la ragione di tale aumento è legata alla performance della nostra economia che ha dimostrato di essere molto più forte di quanto gli esperti avessero anticipato.
Come si ricorderà in marzo, in occasione della presentazione del bilancio di previsione, il ministro delle Finanze Jim Flaherty aveva pronosticato un surplus intorno ai 3 miliardi di dollari.
Tale previsione è stata quasi letteralmente"polverizzata" solamente dai risultati dei primi tre mesi, cioè da aprile a giugno, che hanno già confermato un disavanzo positivo di ben 6 miliardi e 400 milioni di dollari.
La notizia è tanto più importante se si pensa che tale surplus si sia registrato nonostante siano aumentate del 7,6 percento per i maggiori finanziamenti nel settore della Difesa, per l'aumento dei finanziamenti alle Province ed ai tre Territori e per i maggiori costi per la gestione della macchina governativa.
Il dipartimento delle Finanze ha "rivisto" anche le previsioni fatte per la crescita economica per l'anno fiscale in corso.
A marzo il ministro Flaherty aveva previsto un aumento della crescita del 3,9 percento, ora invece si parla del 5,2 percento.
La revisione al rialzo delle previsioni della crescita economica canadese giungono nel momento in cui a livello internazionale continuano a permanere forti tensioni sui mercati non solo nordamericani ed europei, ma anche asiatici.
Infatti, secondo quanto si apprende esaminando i risultati dei mercati nella giornata di ieri, a conclusione di un'altra settimana molto nervosa, le Borse tornano in altalena, con l'Asia a scontare il contagio dei comparti 'subprime' Usa: nel ciclone finisce Bank of China che ammette investimenti nei mutui ad alto rischio da 9,7 miliardi di dollari.

Il secondo gruppo creditizio cinese, seguendo la sorte di Industrial and Commercial Bank of China - Icbc, al primo posto mondiale per valore di mercato e che ha reso noto l'esposizione su subprime da 1,2 miliardi di dollari - crolla del 5,4 percento alla Borsa di Hong Kong, dopo un minimo a -8,1 percento, e appesantisce di riflesso i listini dell'area, facendo aumentare l'incertezza sui mercati europei dove però solo Francoforte chiude appena sotto la parità, a fronte dei guadagni delle altre Borse.
«Bank of China ha dichiarato cifre che gli investitori non avrebbero mai voluto sentire», commenta Warren Blight, analista di Fox-Pitt Kelton. «Il mercato - aggiunge - è sotto choc per la grandezza dell'esposizione».
E le sorprese tra i player finanziari asiatici potrebbero non finire qui.
Wall Street, invece, prende fiducia e segna buoni guadagni in scia alla vendita di case nuove, salite a sorpresa a luglio del 2,8% negli Usa al tasso annuo di 870.000 contro le stime di calo dell'1,7 percento (a quota 820.000), e agli ordinativi di beni durevoli in aumento del 5,9%, a fronte dell'1% atteso dagli analisti.
L'attenzione resta massima sulle banche centrali, Bce e Federal Reserve in testa.
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, definisce «interessante» la reazione della Fed, che ha abbassato i tassi in seguito alla crisi finanziaria. «Il presidente della Repubblica - spiega il portavoce del governo, Laurent Wauquiez - ha osservato, con una punta di humour, di "non essere un economista, ma guardo quello che succede"».
La Fed ha avuto una reazione 'interessante' decidendo di abbassare di 50 punti base il tasso di sconto e Sarkozy, che ha sempre criticato l'euro forte, rileva che «sarebbe interessante vedere il modo in cui la Bce reagisce e reagirà.
Indicazioni sulla politica monetaria delle due principali banche centrali al mondo potrebbero venire la prossima settimana: lunedì sarà la volta di Jean-Claude Trichet, il numero uno dell'Eurotower, che prenderà parte a un convegno in programma a Budapest, mentre venerdì sarà la volta del presidente della Fed, Ben Bernanke.

I prossimi Board di politica monetaria sono in calendario il 6 e il 18 settembre, nel caso di Bce e Banca centrale Usa, dai quali si attendono al momento, rispettivamente, tassi fermi al 4% (rispetto all'aumento al 4,25% ipotizzato prima delle turbolenze subprime) e un taglio dei Fed Funds dal 5,25%, al 5%.
Intanto, quanto all'Italia, la crisi del credito legata ai mutui subprime americani non dovrebbe avere "turbolenze eccessive dalle nostre parti", dice il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, secondo il quale l'Italia deve «attrezzarsi con politiche attive» favorendo, ad esempio, gli investimenti e approvando il pacchetto liberalizzazioni ancora in parlamento.
In Canada infine, le cose sembrano andare meglio del previsto e, almeno per ora, non dovrebbero esserci altri cambiamenti della Banca Centrale sul costo del denaro.