CIIM Logo
Contact us   |   Site Map   |   Home
Confederation of Italian Entrepreneurs Worldwide - North America

Member Login 


Become a Member



Wednesday October 10, 2007

Investimenti stranieri 'sotto controllo' in Canada - Intervista a Leonardo Kosarew

 

Ottawa – Il Ministro federale canadese dell'Industria, Jim Prentice, ha annunciato un piano di controllo delle acquisizioni delle società canadesi da parte delle compagnie estere. E subito l'attenzione della stampa come degli operatori economici ha preso quota. Il piano si appunterebbe solo sulle aziende 'strategiche' peril Paese, e però di fatto  l'annuncio ha destato fortissima attenzione nel mondo economico.

I titoli dei media canadesi  in queste ore si moltiplicano:  "Ottawa imposera ses conditions" titola Radio Canada;  sottolineando che il Ministro ha parlato deliberatamente di un "plan de surveillance des rachats par des compagnies étrangères"; La Presse Canadienne  titola "Le gouvernement fédéral se penche sur le dossier des acquisitions étrangères"; Bloomberg titola "Canada Mulls National-Security Test for Takeover Bids" e  parla di indurimento delle regole che permettono agli stranieri di investire in Canada, di regole che dovranno verificare se una transazione può nuocere alla sicurezza nazionale, in allestimento ci sarebbe una sorta di prova esplicita di national-security da applicare ad ogni investimento straniero. Nel luglio scorso il primo passo in questa direzione con la creazione di un gruppo di studio sulle politiche degli investimenti esteri nel Paese.


 

Leonardo Kosarew, imprenditore italiano in Canada e Presidente della Confederazione Imprenditori Italiani nel Mondo (CIIM) Canada, ci spiega che cosa sta accadendo "Per quanto attiene la sfera di lavoro di CIIM (n.d.r. le aziende associate a CIIM Canada)  non mi aspetto grandi novità, non operando noi nell'ambito delle acquisizioni di società controllate dallo Stato" dice.


 

Ci potrebbe spiegare che cosa di fatto sta facendo il Governo federale sulla questione degli investimenti esteri?
Mi pare ci sia parecchio rumore per una presa di posizione legittima. Il Ministro Prentice ha dichiarato che verranno prese misure per monitorare le offerte di acquisizione per società controllate dallo Stato od operanti in settori strategici per la Sicurezza Nazionale. Il timore è che aziende di Stato straniere, che magari non giocano secondo le regole, possano controllare aziende in settori strategici per l'economia canadese (il riferimento alla Cina, benchè inespresso, mi pare evidente). Inoltre ha garantito che le misure che potranno essere poste vigore non pregiudicheranno in alcun modo gli investimenti stranieri, che sono sempre i benvenuti. Io non ci trovo nulla di scandaloso se una Nazione come il  Canada, ricco di risorse naturali e di aziende operanti in settori strategici come quello energetico, voglia cautelarsi per impedire che queste aziende possano essere assoggettate a decisioni contrarie agli interessi nazionali canadesi. Posizione peraltro espressa anche dal Ministro del Tesoro Flaherty nel corso della Conferenza da noi organizzata lo scorso Marzo: in quella occasione il Ministro manifestò massima apertura per aziende straniere ad investire in Canada. Dirò di più: se anche l'Italia a suo tempo avesse adottato tutele nei confronti delle proprie imprese strategiche di una certa dimensione, invece di permettere la loro acquisizione da parte di terzi stranieri, oggi l'Italia sarebbe un Paese più ricco. Invece aziende tecnologicamente uniche, come la Telettra di Vimercate, ma quanti altri esempi si potrebbero fare, sono state svendute a gruppi esteri, nel caso di Telettra è l'Alcatel, che le hanno chiuse portandosi via la tecnologia e lasciando a casa i dipendenti... Mentre oggi lo Stato cerca di proteggere Alitalia, inserendo clausole di italianità quale conditio sine qua non per partecipare alla gara di appalto...Questo mettere i paletti non è forse un tentativo maldestro di mantenere Alitalia italiana? E non è forse un tentativo di limitare il mercato? 


 

A quale livello sono gli investimenti esteri in Canada?

C'è stata recentemente una forte attività di acquisizione di aziende esistenti in settori strategici, da qui il timore del Ministro. Al contrario invece si vorrebbe incentivare la costruzione di unità produttive di aziende straniere che, evidentemente, sono in numero inferiore rispetto alle aspettative canadesi. Ecco perchè esistono anche finanziamenti a medio termine a tasso zero od estremamente agevolato, utilizzabili da aziende straniere sul territorio canadese per la costruzione di fabbriche. Di questo tipo di facilitazioni ne ha recentemente usufruito la Ferrero, quando ha aumentato la capacità produttiva del proprio impianto di Brentford. Gli investimenti italiani sono storicamente inferiori agli altri Paesi europei ma questo è un dato che si ripete dappertutto.


 

Questa decisione del governo federale potrebbe far pensare  a una sorta di protezionismo, potrebbe far pensare che il Canada tenterà di frenare gli investimenti esteri.

Assolutamente no. Il Canada è un Paese strano, dove esistono alcune situazioni da noi impensabili: vedi per esempio il monopolio dello Stato sulla vendita dei liquori. Ma certamente non credo vorrà porre in atto delle misure tese a frenare gli investimenti stranieri: sarebbe un atto miope che pagherebbe a caro prezzo. In realtà il problema dell'investire in Canada oggi è un altro: il rafforzamento dell'economia canadese ha significato un'apprezzamento del dollaro canadese. Ma un apprezzamento molto elevato mette in crisi le esportazioni poichè i prodotti diventano più cari e meno competitivi. Questo potrebbe portare ad una diminuzione drastica delle esportazioni con una conseguente crisi dei comparti produttivi, scenario certamente non gradito ad Ottawa. Se il trend continuerà ad essere questo e non verrà contrastato con una adeguata politica monetaria, il problema si risolve da solo nel senso che diventa antieconomico investire in Canada per le aziende straniere ma questa soluzione non è assolutamente gradita al Governo per quanto detto prima, tanto è vero che la Banca Centrale stà pensando ad una riduzione dei tassi di interesse, per contrastare la tendenza all'apprezzamento della valuta canadese. Quindi i fatti ci dicono che in Canada si vuole incentivare ad investire e non il contrario.


News ITALIA PRESS