CIIM Logo
Contact us   |   Site Map   |   Home
Confederation of Italian Entrepreneurs Worldwide - North America

Member Login 


Become a Member



Wednesday October 31, 2007

Ottawa, tagli alla Gst e alle tasse

Jim Flaherty presenta il suo “mini-budget”: ridotte le imposte sul reddito e alle imprese per un totale di 60 miliardi di dollari in cinque anni

Articolo pubblicato il: 2007-10-31

Il governo federale ha deciso di tagliare la Gst, le tasse sul reddito e le imposte alle imprese. Quello che doveva essere il semplice annuncio della riduzione al 5 per cento della Gst - un provvedimento già ampiamente previsto - si è rivelato invece come la presentazione di una sorta di “mini-budget” del ministro delle Finanze. «Stiamo vivendo il secondo periodo di maggiore espansione economica della storia canadese - ha dichiarato ieri Jim Flaherty - ed è giusto che tutti i cittadini canadesi possano godere di questa crescita». Le ottime prestazioni dell’economia canadese, capace di produrre un surplus di oltre 8 miliardi di dollari, hanno permesso così al governo di realizzare uno dei punti programmatici presenti nella piattaforma elettorale del febbraio del 2006. «Il Canada - ha aggiunto ieri il ministro delle Finanze alla presentazione del provvedimento - sta emergendo come una delle economie più solide del pianeta, seconda solamente all’Arabia Saudita per quanto riguarda le riserve petrolifere. Il nostro Paese - ha poi continuato - è l’unica nazione del G7 capace di produrre un surplus al posto di un deficit di bilancio».
Il taglio della Gst, che diverrà operativo a partire dal 1 gennaio 2008, secondo molti analisti rallenterà in modo significativo la fuga dei consumatori diretti negli Stati Uniti, attratti dalla debolezza della valuta americana e dalla forza del dollaro canadese.
Ma cosa cambia nella sostanza per i canadesi con l’annunciato taglio della Gst?
Sull’acquisto di una vettura di 40mila dollari, ad esempio, sarà possibile un risparmio di 400 dollari. Sull’acquisto di un vestito di 400 dollari si risparmieranno 4 dollari.
Se si pensa che, in media, una famiglia canadese spende all’anno dai 30 ai 35mila dollari, si deduce che 300-350 dollari rimarranno nelle tasche dei consumatori.
Il ministro ha poi annunciato una significativa riduzione delle imposte sulle imprese.
La corporate tax verrà ridotta al 15 per cento entro il 2012. «Quelle del Canada - ha aggiunto - saranno le tasse alle imprese più basse tra i Paesi industrializzati».

Stesso discorso per le imposte sul reddito, che saranno tagliate dal 15,5 al 15 per cento, con un effetto retroattivo al 1 gennaio 2007. Per quanto riguarda le tasse sulle piccole imprese, la riduzione porterà l’imposta all’8 per cento.
In tutto - ha dichiarato il ministro delle Finanze - la riduzione del carico fiscale su individui, famiglie ed imprese sarà di 60 miliardi di dollari nell’arco dei prossimi cinque anni.
Ma quali sono stati i fattori che hanno portato il governo conservatore a decidere il ta-glio? In primo luogo, la disoccupazione si trova ferma ai minimi storici. Quindi, la saggia politica di David Dodge ha permesso a Bank of Canada di tenere sotto controllo il tasso inflazionistico. In terzo luogo, la scalata del loonie sul dollaro americano ha ridato la fiducia dei mercati nei confronti della nostra valuta. Insieme a questo, anche per il 2008 e per il 2009 si aspetta una costante crescita economica, che dovrebbe aggirare intorno al 2,5-3 per cento all’anno. Il prezzo del petrolio e del gas - risorse energetiche che il Canada esporta - è destinato a salire anche nei prossimi cinque anni.
Ora, dopo l’annuncio di ieri di Flaherty, la palla passa ai tre partiti di opposizione. Se i liberali, l’Ndp e il Bloc Québécois decidessero di votare contro il provvedimento, il governo cadrebbe e si tornerebbe alle urne. Stephane Dion, dal canto suo, ha già fatto sapere di preferire, in linea di massima, una riduzione delle imposte sul reddito più del taglio della Gst.
«A differenza dell’abbassamento delle tasse sul reddito - ha dichiarato il leader liberale - il taglio della Gst non fa nulla per incrementare e promuovere la nostra competitività nel mercato globale e fa poco o nulla per eliminare le ingiustizie nel nostro sistema finanziario, per rafforzare la nostra produttività e per fare avanzare la nostra economia». Dion ha poi rincarato la dose. «Gli esperti - ha aggiunto il leader grit - sono concordi nel ritenere negativo l’impatto che avrà il taglio della Gst». Dion ha comunque dichiarato di non essere intenzionato a buttare giù il governo. Gilles Duceppe e Jack Layton hanno, invece, fatto sapere che voteranno contro il “minibudget” di Flaherty.