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Wednesday April 30, 2008

McGuinty invita la Fiat

 Ma le opposizioni attaccano per i licenziamenti della Gm

Nel momento in cui la General Motors ha annunciato il licenziamento il prossimo mese di settembre di 900 persone nel loro stabilimento di Oshawa, nel quale il governo aveva investito 235 milioni di dollari, il premier dell’Ontario Dalton McGuinty ha ieri reso noto che il governo provinciale è in trattative con altre case automobilistiche europee e giapponesi.
In particolare il premier ha detto di essere in trattative con la Fiat di Sergio Marchionne. McGuinty ha detto che il suo governo è ancora interessato a fare investimenti diretti con le case automobilistiche desiderose di aprire stabilimenti di assemblaggio nella nostra Provincia.
Parlando ieri con i giornalisti a Queen’s Park prima dell’inizio dei lavori del suo caucus settimanale, il premier si è detto fiducioso dell’arrivo di un’altra causa automobilistica in Ontario ed ha menzionato specificamente la Fiat.
In effetti la casa automobilistica torinese ha mostrato qualche interesse verso il Nord America e l’Ontario in particolare. Come si ricorderà qualche tempo fa lo stesso amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che è originario come è noto di Toronto, disse al Corriere Canadese che l’interesse c’era, ma i tempi erano lunghi.
Marchionne rispondeva ad un invito in questo senso fattogli direttamente dall’ex ministro dello Sviluppo Economico Joe Cordiano, un invito alla Fiat a venire in Ontario. Alla domanda del Corriere sulla sua risposta all’ex ministro Cordiano, la risposta di Marchionne fu sibillina: «Vediamo. L’importante è stabilizzare la posizione europea, abbiamo la grande sfida in Cina dove abbiamo appena aperto. Siamo stati in Cina da anni ma la Fiat non è mai riuscita a far crescere la sua posizione in maniera fattiva, quindi dobbiamo rimboccarci le maniche. In ordine di importanza, una presenza in questa Provincia - disse Marchionne - non è tra le priorità più elevate. Ma il ministro Cordiano ho visto che ha già cominciato a promuoverla adeguatamente e chissà che non riesca a convincermi. L’ho invitato a Torino e verrà a trovarmi. Poi si vedrà».

Da allora molte cose sono cambiate; in particolare la stabilizzazione interna della Fiat è cosa fatta ed in Cina ci sono stati passi in avanti.
Certo, Cordiano non è più ministro, ma il suo posto è stato preso da Sandra Pupatello che sappiamo sta lavorando intensamente in questo settore.
Il premier ieri ha confermato che «non è un segreto che stiamo parlando alla Fiat» ed ha aggiunto che sono in corso trattative anche con l’India, la Cina e la Germania».
Secondo indiscrezioni la casa automobilistica tedesca sarebbe la Volkswagen.
McGuinty ha detto, in modo che a più di qualcuno è sembrato troppo ottimista, che «noi avremo un nuovo stabilimento per l’assemblaggio di automobili in Ontario e saremo in grado di creare molti posti di lavoro nel settore auto, ma anche nell’indotto».
Le trattative, in effetti, sarebbero allo stadio iniziale e ancora non c’è alcuna certezza.
È ovvio comunque che il premier abbia sentito il bisogno di bilanciare le notizie negative di questi giorni che arrivano dal settore automobilistico. Settore questo, molto importante per l’economia dell’Ontario ma che sta attraversando un periodo molto duro. La benzina vola alle stelle con il caro-petrolio, la domanda è debole a causa del rallentamento dell’economia e quindi le aziende automobilistiche, come ha fatto la General Motors, si vedono costrette a tagliare la produzione soprattutto dei suv (Sport utility vehicle).

In particolare la Gm ha annunciato che ridurrà di 80.000 unità la produzione di pick up e di 50.000 unità quella di suv. Una decisione, questa, che si è resa necessaria nonostante la produzione di pick up e suv Gm sia stata quasi paralizzata dai due mesi di sciopero dell’American Axle & manufacturing Holdings. In Canada questo significa il licenziamento di 900 persone dello stabilimento di Oshawa.
L’annuncio di ieri di McGuinty è stato infatti ritenuto dai leader dei partiti dell’opposizione solamente un tentativo «per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai gravi problemi che affliggono l’economia dell’Ontario». Il leader conservatore John Tory ha detto ieri di fare «tanti auguri per il successo della trattativa, ma è ovvio che il governo mette avanti la promessa di un nuovo stabilimento con la realtà di uno che chiude».

Tory ha attaccato l’intera politica economica del governo liberale, soprattutto l’incapacità di attrarre nuovi investimenti attraverso una politica fiscale adeguata, ma il premier si è difeso rilevando che iniziative sono in corso e che presto daranno i loro frutti.