CIIM Logo
Contact us   |   Site Map   |   Home
Confederation of Italian Entrepreneurs Worldwide - North America

Member Login 


Become a Member



Thursday May 15, 2008

Canada, obiettivo Italia

Harper e Bernier volano a Roma, McGuinty a Torino

Di ANGELO PERSICHILLI

Il Canada sta incrementando le sue iniziative politiche e diplomatiche per ridurre la sua dipendenza commerciale ed economica dagli Stati Uniti e spalanca le porte all’Europa.
Dopo le numerose missioni degli anni scorsi verso l’Asia, e la Cina in particolare, Ottawa negli ultimi tempi sembra avere scoperto l’Europa e, in particolare, l’Italia.
Nei prossimi giorni, infatti, visiteranno l’Europa il primo ministro Stephen Harper ed il ministro degli Esteri Maxime Bernier. Inoltre questo fine settimana parte per l’Europa il premier dell’Ontario Dalton McGuinty. Tutti gli esponenti politici menzionati visiteranno l’Italia ed avranno incontri con esponenti del mondo politico oltre che economico.
Tra l’altro, proprio ieri, il ministro per il Commercio estero David Emerson ha lanciato un appello all’Europa nel corso di una conferenza a Ottawa.
Emerson, è intervenuto ad una conferenza cui partecipano i leader dei Paesi sulle due sponde del Nord Atlantico, mettendo in risalto le grosse opportunità che gli europei perdono se non incrementeranno i rapporti commerciali con il Canada. Sintomatica è la situazione in Ontario, soprattutto nel settore automobilistico.
Mentre le aziende americane riducono le loro presenza e continuano a licenziare negli stabilimenti di Windsor e Oshawa, l’Ontario rivolge la sua attenzione verso l’Europa e soprattutto l’Italia.
Domenica il premier Dalton McGuinty parte per Londra ma la vera meta del viaggio è Torino, dove il 21 prossimo incontrerà i massimi dirigenti della Fiat per convincerli ad aprire uno stabilimento dell’Alfa Romeo in Ontario. Sarebbero in corso trattative già da qualche mese ed una decisione della casa automobilistica italiana sarebbe imminente. Le alternative potrebbero essere gli Stati Uniti oppure lo stesso Messico.
Il primo ministro Harper parte invece per l’Europa il 27 prossimo e visiterà nell’ordine Parigi, Berlino, Roma e Londra.
Si tratta di incontri, riferiscono fonti vicine all’ufficio del primo ministro, che serviranno per preparare una agenda comune in vista del vertice del G8 che si terrà in luglio in Giappone.

Ancora una volta Harper cerca legami con gli alleati europei e non solamente col vicino di casa di Washington. «Questo non significa - ha detto una fonte governativa al Corriere Canadese - che il Canada abbia intenzione di ridurre i suoi rapporti con gli Stati Uniti, sarebbe stupido e controproducente. Sarebbe comunque stupido e controproducente anche non esplorare la possibilità di ampliare i nostri rapporti commerciali ed economici con il continente europeo col quale abbiamo molte affinità».
E rientra in questo contesto anche la visita che il ministro degli Esteri Maxime Bernier farà in Italia.
Il capo della diplomazia canadese parte domenica e visiterà due Paesi: la Croazia e quindi l’Italia: «Scopo della visita - ha detto una fonte ministeriale ieri al Corriere - è quello di rinvigorire i rapporti tra Italia e Canada che sono già buoni». La stessa fonte ha comunque aggiunto che lo scopo del viaggio è anche quello di esplorare nuove iniziative di cooperazione politica ma anche economica. È ovvio che si parlerà di Afghanistan durante l’incontro che Bernier avrà col nuovo ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, ma incontrerà anche esponenti del Commercio estero italiano proprio per gettare le base per un incremento dell’interscambio commerciale tra i due Paesi, attraverso l’Europa, ma anche con iniziative bilaterali. Mercoledì Bernier parteciperà anche alla settimanale udienza col Pontefice in Vaticano.
Molto più ampio invece il raggio di argomenti che il primo ministro Harper avrà con i responsabili del governo italiani.
In particolare, secondo un programma che comunque deve essere ancora finalizzato, Harper dovrebbe essere ospite di una cena di Stato la sera del 28 maggio nella prestigiosa Villa Madama mentre in giornata dovrebbe parlare di temi che verranno trattati durante l’incontro di luglio in Giappone. Non è dato sapere se verranno trattati temi bilaterali in quanto l’agenda è ancora in via di preparazione.
Insomma un’offensiva canadese in Europa a largo respiro che sta a sottolineare il cambiamento dei rapporti che caratterizzeranno il futuro dialogo di Ottawa con l’Europa.

Emerson, che è già stato più volte in Europa negli ultimi mesi, parlando ieri alla conferenza di Ottawa ha fatto presente agli europei che fino ad ora non hanno prestato molta attenzione al commercio ed agli investimenti in Canada denunciando soprattutto il mancato interessa da parte degli operatori del Vecchio Continente.
Ovviamente tale disinteresse esiste ma, come è stato fatto presente nel passato, esso riguarda anche il Canada che fino ad ora ha focalizzato la sua attenzione quasi esclusivamente verso gli Stati Uniti.
Vi sono delle ragioni precise: noi abbiamo in comune con gli Usa oltre 5.000 chilometri di frontiera e di questo se ne deve tenere conto. Le cifre confermano: l’interscambio commerciale Canada-Usa è di 712 miliardi di dollari l’anno, vale a dire oltre due miliardi al giorno.
Con l’Europa intera, l’intersambio non supera i 110 miliardi. Di questi solo sei miliardi sono con l’Italia. Emerson ha ammesso quindi ieri che, anche se è giusto che l’interscambio con gli Usa debba essere superiore, «non c’è alcuna ragione per cui il totale dell’interscambio con l’Europa non debba essere più consistente». Emerson ha sottolineato che gli europei dovrebbero prestare attenzione al Canada soprattutto in relazione ai futuri progetti nel settore delle risorse naturali. Il ministro ha parlato anche di liberalizzazione degli investimenti riducendo gli intralci burocratici, favorendo sempre più la politica dei cosidetti “cieli aperti” e quindi il trasporto aereo, senza trascurare le scienze e la tecnologia in generale. Per la prima volta, inoltre, Emerso ha parlato di un accordo di libero scambio tra il Canada e l’Europa.
Insomma una offensiva a tutto campo e si spera che l’Europa sia disposta a rispondere con iniziative simili all’apertura canadese che non vuole rimanere solo nel campo economico e commerciale, ma vuole spaziare anche e soprattutto in una cooperazione politica per non rimanere isolato in caso di diatribe, sempre più frequenti, con la Casa Bianca.