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Thursday July 17, 2008

Flaherty rassicura i mercati sulla salute dell’economia

Il tesoriere chiede di «non confondere la nostra situazione con quella negli Usa»

Articolo pubblicato il: 2008-07-17

L’economia canadese ha qualche difficoltà, ma non è il caso di lasciarsi prendere dal panico in quanto le sue basi sono solide. Lo ha detto ieri il ministro delle Finanze federale, Jim Flaherty, il quale ha cercato così di rassicurare i mercati sullo stato di salute della nostra economia.
Parlando ieri a Calgary, dove è intervenuto ad una riunione della Camera di Commercio locale, Flaherty ha detto che «le fondamenta sulle quali si basa il nostro sistema economico sono solide» e quindi non c’è alcuna ragione per giustificare il panico. Tra l’altro, ha detto Flaherty, il Canada sta emergendo sempre più come una superpotenza del settore energetico e questo, anche se non ci rende immuni dalle conseguenze di un rallentamento globale dell’economia, di sicuro ci mette in una posizione migliore di quella degli Stati Uniti per affrontare e superare queste difficoltà.
Flaherty ha ammesso che «stiamo attraversando un periodo di turbolenza ma - ha aggiunto - voglio rassicurare i presenti che il futuro della nostra economia è ancora brillante». Il ministro delle Finanze ha ricordato ancora una volta che «le basi della nostra economia sono le più solide tra tutti i Paesi membri del G8 e siamo l’invidia degli altri governo alleati».
Durante il suo discorso, cui ha fatto seguito una conferenza stampa, Flaherty ha speso molto tempo per separare la nostra economia da quella americana e di non considerarla «in alcun modo ormai esaurita».
Il ministro ha infatti evidenziato che mentre negli Stati Uniti si può parlare chiaramente di «una recessione molto marcata», in Canada le cose vanno in modo completamente diverso.
A questo proposito ha ricordato che il mercato del lavoro da noi è ancora molto solido e che si sono registrate delle perdite solamente nello scorso mese di giugno; sono invece molto sostenute le vendite nel settore automobilistico mentre quello dell’edilizia abitativa non ha certamente i problemi che caratterizzano l’attività negli Stati Uniti.
Flaherty ha comunque ammesso che «il Canada non è immune dai contraccolpi generati dalle nuove economie emergenti come la Cina, l’India ed il Brasile, dalla caduta del valore del dollaro americano e dall’invecchiamento della nostra popolazione: «Si tratta di sfide significative - ha detto Flaherty - ma abbiamo gli elementi per superarle».

Flaherty ha ad esempio ricordato che il governo Harper ha cambiato il modo di gestire le ipoteche residenziali eliminando quelle per l’ammortizzazione quarantennale sostenute da un bassissimo anticipo al momento dell’acquisto di una casa.
In pratica ha voluto assicurare che crisi come quelle che hanno affossato l’edilizia americana dopo le difficoltà provocate dai subprime, cioè i mutui ad alto rischio, non si ripeteranno in Canada: «Noi vogliamo a tutti i costi evitare che in Canada - ha detto il ministro delle Finanze - si ripeta ciò che è avvenuto negli Stati Uniti e che ha messo in ginocchio il settore dell’edilizia abitativa».