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Confederation of Italian Entrepreneurs Worldwide - North America

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Saturday October 11, 2008

Nuove imprese e imprenditori italiani nella Bay Area

Sono sempre più numerosi gli italiani che avviano un’attività commerciale ad alto impiego di tecnologia nella Bay Area.

Si tratta di un nutrito nucleo di imprenditori, tecnologi, docenti universitari e ricercatori che sono giunti nella baia di San Francisco con tempi e modalità diverse, ma che hanno in comune l’aver intrapreso, in tempi recenti, un’iniziativa imprenditoriale sotto la forma tipica della regione: la startup. Questi imprenditori sono cresciuti in Italia e la maggior parte di loro possiede una laurea italiana.

Si sono trasferiti nella area di San Francisco, dove si sono inseriti ed integrati nella rete della baia, per poi emergere con le proprie iniziative. I settori sono quelli tipici della Silicon Valley e di tutta la baia: telecomunicazioni, media, bio­tecnologie, energie pulite, ma soprattutto internet ed informatica, in cui si concentrano la maggior parte delle startup create dall’ultima generazione di imprenditori italiani insediatasi nella Bay Area.

L’elemento che colpisce è l’energia di questi italiani, energia che poi si trasforma in entusiasmo e disponibilità, nonché in un forte attaccamento alle proprie origini. Negli ultimi anni sono sorte diverse associazioni imprenditoriali: la Business Association Italy America (BAIA), diretta da Matteo Fabiano, il Silicon Valley Italian Executive Council (SVIEC), coordinato da Jeff Capaccio, e il chapter californiano della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo (CIIM), presieduto da Claudio Tarchi.

Altre iniziative, come Mind the Bridge, ideata da Marco Marinucci (Google) per avvi cinare idee italiane e capitali americani, contribuiscono ad avvicinare le due realtà. L’immediata affermazione di queste organizzazioni è la più diretta testimonianza di quanto anche la comunità imprenditrice sia legata all’Italia.

Il livello di coinvolgimento è elevato: non c’è imprenditore italiano nell’high-tech che non abbia rapporti con tali associazioni. In alcuni casi, il ruolo al loro interno è di primo piano, come per Matteo Daste e Michele Ursino di Foldier (cofondatori di BAIA, insieme a Giorgio Ghersi), per Franco Folini di Novedge o per Matteo Fabiano, COO di YourTrumanShow. L’attaccamento al paese di origine non si manifesta unicamente con la partecipazione attiva degli imprenditori alla comunità italiana. Le società high-tech da loro avviate hanno mostrato in diverse situazioni di essere più propense a stabilire rapporti commerciali con le aziende della penisola.

In particolare, tale atteggiamento è stato osservato in alcune startup dell’informatica. Questo settore è proprio quello in cui l’Italia presenta dei vantaggi competitivi significativi a partire dagli ingegneri e i programmatori di qualità disponibili sul mercato a costi inferiori rispetto ai colleghi americani.

Le startup italiane nate nella baia conoscono bene questi vantaggi e hanno fatto uso, in diversi casi, di specialisti italiani per sviluppare i propri prodotti. Tra queste ricordiamo Funambol di Fabrizio Capobianco e le già citate Foldier e YourTrumanShow. Emerge, quindi, un altro elemento di primario interesse: l’apertura da parte di italiani di una società ad alta tecnologia nella baia di San Francisco può apportare notevoli benefici allo sviluppo economico della penisola.

Ciò si verifica soprattutto nei casi in cui la startup operi in un settore in cui l’Italia può presentare qualche vantaggio che le permette di competere a livello internazionale. L’esperienza delle imprese della Bay Area hanno dimostrato che questo è vero per l’informatica, ma il di scorso potrebbe essere esteso ad altri campi. A San Francisco sono anche presenti due importanti istituzioni italiane: il Consolato Generale d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura.

Tali istituzioni, assieme alle diverse associazioni imprenditoriali nate spontaneamente, si sono impegnate, in diverse occasioni, allo scopo di agevolare la nascita e lo sviluppo di idee di italiani nella Bay Area. Visti i positivi effetti che possono essere dati da queste iniziative è auspicabile per il futuro un ulteriore aumento di attenzione nei confronti di questa dinamica categoria di imprenditori.

Dario Diodato, IIC San Francisco