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Tuesday December 16, 2008

Auto, il governo verso un aiuto “mirato”

Secondo uno studio circa 600.000 posti di lavoro in fumo se falliscono le “Big Three”

TORONTO - Il governo federale e quello dell’Ontario sarebbero pronti per un intervento molto più mirato di quello annunciato la scorsa settimana per salvare il settore automobilistico. A questo proposito, secondo quanto appreso dal Corriere Canadese, il governo ha intensificato gli incontri con esponenti del settore automobilistico canadese al fine di mettere a punto un programma di intervento che tenga conto degli interessi del settore ma anche di quello dei contribuenti canadesi, che saranno poi quelli che dovranno finanziare l’intera operazione.
Il piano intende mettere a punto un tipo di intervento che protegga gli interessi del settore automobilistico canadese che, da una ristrutturazione globale, potrebbe essere danneggiato ulteriormente con il trasferimento di posti di lavoro in altri Paesi o altre aziende.
Non si hanno ovviamente dettagli su questo piano in quanto gli incontri sono ancora in corso ma, secondo indiscrezioni, tale intervento potrebbe anche prescindere da una iniziativa americana.
Tra l’altro la Casa Bianca ha confermato ieri che intende andare avanti col piano di aiuti per le case automobilistiche di Detroit bloccato dal senato americano la scorsa settimana.
La necessità di un intervento per salvare l’industria automobilistica è stato ulteriormente sottolineato nella giornata di ieri da uno studio condotto dal Centre for Spatial Economics per conto dell’Ontario Manufacturing Council.
In base allo studio, il collasso completo delle tre aziende automobilistiche di Detroit creerebbe la perdita di circa 600.000 posti di lavoro in Canada nell’arco di alcuni anni.
In particolare, secondo il rapporto con un immediato collasso dell’industria automobilistica di Detroit con il fallimento della Ford, General Motors e Chrysler si avrebbe l’immediata perdita di 323.000 posti di lavoro in Canada dei quali 281.000 in Ontario. Nell’arco di cinque anni tali perdite salirebbero rispettivamente a 582.000 e 517.000.
Una cosa simile, ha detto ieri il ministro per lo Sviluppo economico dell’Ontario Michael Bryant, deve essere evitato a tutti i costi.

«L’industria dell’auto - ha detto Bryant - è per l’Ontario quello che l’industria del petrolio rappresenta per la provincia dell’Alberta».
Secondo Bryant il rapporto conferma in modo inequivocabile che «un fallimento dell’industria dell’auto farebbe precipitare la nostra economia non in recessione, ma in una vera e propria depressione economica».
Secondo Bryant i governi provinciale e federale sono ormai gli unici in grado di offrire un salvagente a questa industria che si trova in gravissime difficoltà.
Il ministro ha respinto in modo categorico il suggerimento che l’intero settore dovrebbe essere abbandonato al suo destino: «Il nostro governo - ha concluso - si opporrà a qualsiasi tentativo in questo senso».