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Friday October 31, 2008

Il cuore artistico della nuova Bocconi

Viaggio in video le opere d'arte contemporanea nella nuova sede dell'università inaugurata da Napolitano

In una Milano senza museo d’arte contemporanea, senza Kunsthalle, improvvisamente sbucano dal “sottosuolo” 2.500 metri quadrati votati all’arte. Quasi un caveau, con sculture monumentali di Staccioli, Pardi, Carrino, Maraniello, Mainolfi, Spagnulo, un’installazione di Fermariello, una di Hamak, un’altra di Christiane Beer, un wall drawing di Sol LeWitt, e una quadreria di opere di Phil Sims, David Simpson, Alfonso Fratteggiani Bianchi.

Guarda il servizio in video di Francesca Pini

Totalmente escluso il figurativo, a favore dell’arte concettuale, che impronta lo spazio, proseguendo idealmente gli intrecci di linee rette in questa struttura architettonica minimalista (progettata dalle irlandesi Yvonne Farrell e Shelley McNamara) e che raccoglie, anche a meno 9 metri sotto il livello stradale, lo spiovere della luce zenitale. Che entra anche di taglio, giocando pure un ruolo di interazione con le opere lì collocate, come i 140 blocchetti di resina blu di Hamak appesi a guisa di scacchiera, sull’enorme parete bianca. Uno spazio importante, non solo per i suoi estesi volumi. Nasce infatti in seno a un’università, la Bocconi, nella nuova sede di via Roentgen (apertura al pubblico il 1° novembre), nel piano interrato, accanto all’aula magna.

Francesca Pini