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Saturday November 29, 2008

Toronto e Milano unite nel mondo delle fiere

Basaglia: «Una partnership che si impegnerà anche nel percorso di Expo 2015»

Di SIMONA GIACOBBI

TORONTO - Un accordo per promuovere le attività della Fiera Milano International in Canada.
Un momento importante, ieri al Direct Energy Centre a Exhibition Place, suggellato da due firme. Quelle di Giorgio Basaglia, membro del Board di Fiera Milano International e di George Visintin, presidente della Camera di Commercio Italiana a Toronto.
Un accordo, siglato sotto gli auspici del Comune di Toronto rappresentato dal vice sindaco Joe Pantalone, che secondo Basaglia risveglierà un rapporto un po’ assopito negli ultimi anni: «In passato la Fiera di Milano aveva già una relazione con Toronto che si era un po’ addormentata. Il Board di Fiera Milano International ha deciso di riaprire il desk presso la Camera di Commercio Italiana a Toronto, collaborazione a cui teniamo tantissimo».
Milano e Toronto, due città più vicine di quanto si pensi, quindi. Due metropoli che possono dare tanto in uno scambio reciproco che potrebbe portare un contributo notevole a Expo 2015, che si svolgerà dal primo maggio al 31 ottobre 2015 a Milano e alla quale parteciperanno 120 Paesi espositori.
«Milano e Toronto sono due città vicine, molto simili - ha detto Basaglia - Sicuramente si impegneranno sul percorso dell’Expo 2015. Il fatto che anche le fiere vadano d’accordo e abbiano un sistema di cooperazione che passa attraverso la Camera di Commercio è molto importante. Fiera Milano vuole centrare le sue attività di promozione in Canada e nel Nord America su due fiere molto importanti: Macef e Tutto Food. La prima sul mondo della casa, la seconda sul cibo. Faremo almeno due eventi a Toronto che svolgeranno un ruolo di supporto con lo scopo di ottenere buyers canadesi. Ci terrei tantissimo ad avere almeno un espositore canadese che venga a vendere i prodotti in Italia. Per quanto riguarda la fiera sul cibo sarebbe bellissimo riuscire ad abbinare dei cibi canadesi con qualche piatto tipicamente italiano e trovare delle nuove alleanze possibili».
Basaglia, a Toronto, si sente a casa: «Mia moglie è nata qui - confessa - Quindi mi sento a casa. Quello che abbiamo firmato è un accordo che mi fa sentire ancora più fiero di essere a Toronto. L’Expo è molto importante per Milano. E sta partendo adesso. I progetti sono magnifici ma molto difficili e il tempo è poco. Per esempio allearsi con Toronto su certe cose può facilitare il nostro percorso perché qui certe cose sono già state fatte e sono pronte per essere utilizzate. Toronto può dare una mano. La settimana scorsa il sindaco David Miller è stato dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, un’alleanza che dà moltissime ragioni per fare le cose insieme. Certo, è un grande sforzo. Il mio personale augurio è che partendo dalla collaborazione di due piccole fiere si riesca ad implementare in pratica l’alleanza tra Milano e Toronto. Perché finché l’alleanza è a parole, con i discorsi di sindaci, è positiva ma rischia di non concretizzarsi. Se anche attraverso due piccole o grandi fiere, riusciamo a creare davvero un’alleanza, poi questa entrerà nella testa della gente e andrà da sola».

L’accordo potrà essere un modo, secondo George Visintin, di interscambio non solo commerciale: «Quella tra Milano e Toronto è una relazione, una partnership che servirà a fare avanzare non solo l’idea del sistema fieristico ma anche di gemellaggio, iniziato quando il nostro sindaco ha incontrato quello di Milano, con l’idea di abbinare la Royal Winter Fair e la Fiera Milano. Un punto di inizio che eventualmente ci porterà a Expo 2015. Per il momento si parla piuttosto del modo di dare una rappresentanza a Milano. Abbiamo tutte le carte in regola e gente impegnata a sviluppare questa relazione tra le due fiere che inizierà, speriamo, già nel mese di novembre dell’anno prossimo».
Tra gli obiettivi una conoscenza reciproca: «Il nostro potrebbe essere un grande contributo all’organizzazione di Fiera Milano ma anche dell’Expo 2015. Più che iniziative, sono ancora idee da mettere in pratica. Si parla cioè di concetti e punti comuni delle due città. Ne discuteremo ancora a gennaio, febbraio. Dobbiamo giocare sulle forze di Milano e Toronto nel settore per esempio dell’agricoltura e dell’arredamento. Bisogna oltrepassare l’idea che la moda sia la sola cosa italiana che può interessare il mercato nordamericano».
Che cosa può offrire Toronto? «Abbiamo un tessuto sociale, un livello di multiculturalismo che non esiste in nessun’altra città al mondo - spiega Visintin - Abbiamo l’opportunità di imparare dagli altri e da quello che ognuno di questi Paesi ci può offrire con i prodotti migliori. E gli altri, ovviamente, possono imparare da noi.