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Friday December 19, 2008

Ancora una storia di successo tutta italiana: Maurizio Gherardini nel team di basket canadese

Il vicepresidente dei Raptors è stato nominato anche nel “Council of excellence”

TORONTO - Il vicepresidente dei Raptors Maurizio Gherardini farà parte della nazionale canadese di basket. L’amministratore delegato di Basketball Canada Wayne Parrish ha spiegato la scelta: «Pensavo ci creare un gruppo tutto canadese, ma l’esperienza Fiba di Gherardini è qualcosa che non si può valutare». Recentemente è stato riconfermato per due anni il tecnico della nazionale Leo Rautins, ex giocatore di Roma e oggi telecronista dei Raptors. Gherardini è anche entrato a far parte di un cosiddetto “Council of Excellence” della federbasket canadese che supervisionerà le attività delle nazionali e che come membro onorario ha Steve Nash. Gherardini, comunque, non trascurerà il suo impegno con i Toronto Raptors, oggi come non mai, bisognosi di aiuto. I ragazzi di Jay Triano sono reduci da otto sconfitte nelle ultime dieci partite e ora sono attesi da un tour de force che li porterà a San Antonio domani, a Los Angeles lunedì, a Sacramento venerdì 26, a Portland il giorno dopo e a Golden State contro il rigenerato Marco Belinelli il 29, per poi fare ritorno a Toronto e giocare a capodanno contro Denver. Partite a rischio che potrebbero far precipitare ancor di più la franchigia canadese nei bassifondi della classifica. Dai vertici della società non sta uscendo niente riguardo alle strategie di mercato, a possibili scambi o acquisti dell’ultima ora. Troppe voci nell’ultimo periodo non hanno trovato conferma e forse la prima cosa da fare è concentrarsi sugli uomini attualmente a disposizione recuperando magari la migliore condizione. La sconfitta contro Dallas in casa, dopo gli Hornets e i Nets ha visto per la prima volta il pubblico dell’Air Canada protestare contro Bosh e compagni, in particolare verso Andrea Bargnani. Il Mago, autore di appena tre punti mercoledì sera, ha giocato davvero una brutta partita e sembra accusare le pressioni che la stampa e il pubblico stanno esercitando. Il malessere sembra palpabile e non è escluso che l’allontanamento forzato dei Raptors dal pubblico di casa, possa addirittura fare bene a una squadra in crisi di gioco e risultati. Jay Triano ha molto su cui lavorare: innanzi tutto deve preoccuparsi dei cali di tensione che Bosh e compagnia accusano nella seconda parte della gara. Contro i Nets di Carter il tracollo è avvenuto durante il quarto quarto; contro i Mavericks di Novitzki l’impasse c’è stata nel terzo con il decisivo break. Gli aspetti positivi, nonostante tutto, ci sono: nei frangenti iniziali di entrambe le partite i Raptors hanno giocato un buon basket, veloce in attacco e aggressivo in difesa. La palla gira più veloce e mette tutti nelle condizioni di segnare. Poi quando Toronto spegne la luce, tutti finiscono con il non trovare più spazi e regalano punti agli avversari. Triano durante il dopo partita ha posto l’accento proprio su questo dichiarando di voler lavorare per migliorare la continuità e il rendimento durante la partita.