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Friday March 20, 2009

Aumenta l’inflazione, buone notizie per l’economia

In febbraio l’indice è salito per la prima volta (+1,4%) dopo quattro mesi di cali

OTTAWA - Nessuno avrebbe mai pensato che un giorno si sarebbe accolto con soddisfazione l’annuncio di Statistics Canada di un aumento del costo della vita. Invece è accaduto ieri mattina quando l’ufficio centrale di statistica canadese ha reso noto che il tasso di inflazione è aumentato nel mese di febbraio dell’1,4 percento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Questo aumento giunge dopo cinque cali consecutivi, tipici dei momenti di grande crisi economica.
Il risultato di febbraio viene quindi visto come un segnale, anche se molto timido, di una certa vitalità della economia canadese e che il peggio potrebbe anche essere alle spalle.
Dopo cinque mesi al ribasso dunque, il costo della vita in Canada è tornato a salire nello scorso mese di febbraio. In gennaio l’aumento era stato dell’1,1 percento.
Il risultato reso noto ieri rileva inoltre che in febbraio, per la prima volta dopo due mesi, non si è avuto il fenomeno della deflazione in nessuna provincia canadese.
La deflazione, contrariamente all’inflazione, si ha quando c’è un calo generalizzato dei prezzi; tale fenomeno è tipico nei momenti di grave crisi economica. La mancanza di tale fenomeno può quindi anche essere interpretato come un indiretto positivo segnale verso la stabilizzazione dell’economia canadese.
Statistics Canada rileva che l’aumento è stato provocato principalmente dal rincaro dei prezzi dei generi alimentari e all’aumento degli affitti provocato da un aumento del prezzo delle case.
In particolare, l’aumento ha riguardato i prezzi dei vegetali saliti del 25,8 percento in febbraio rispetto allo stesso mese del 2008.
In aumento anche il prezzo della benzina rispetto al mese di gennaio di quest’anno, ma comunque del 19,7 percento in meno rispetto al febbraio del 2008.
L’ufficio centrale di statistica precisa inoltre che gli aumenti più consistenti del costo della vita si sono avuti nelle province come l’Alberta, Manitoba e Saskatchewan mentre quelli più bassi nelle province atlantiche.

Douglas Porter, deputy chief economist della BMO Nesbitt Burns, ha detto ieri che «il sorprendente aumento del mese di febbraio conferma che il pericolo di deflazione in Canada è, al momento attuale, molto remoto, soprattutto a causa della debolezza del nostro dollaro che non incoraggia il consumo di alcuni prodotti importati».
L’aumento dello scorso mese è quindi benvenuto in quanto l’indice del costo della vita rimane ancora entro i parametri stabiliti dalla Banca del Canada cioè inferiore al 2 per cento.
Questo significa che c’è ancora molto spazio di manovra per la Banca del Canada che potrebbe ridurre ulteriormente il costo del denaro e dare nuovo impulso alla crescita economica.
Gli economisti infatti ritengono che la debolezza della nostra economia non è certamente in grado di innescare una ripresa del tasso di inflazione.
La corsa dei consumatori alla spesa, insomma, non è ancora vicina.
Il tasso di inflazione, nella tabella che confronta le variazioni mensili, risulta aumentato in febbraio dello 0,7 percento, dopo una contrazione dello 0,3 percento in gennaio.